“Già lavoro per Tokyo 2021”

A Yeman Crippa i successi non bastano mai. I risultati che ha conseguito nel 2020, con i record italiani sui 3000 e 5000 metri uniti al nuovo personale su 1500 a un passo dal primato nazionale testimoniano come la sua velocità sia aumentata a dismisura e ne fanno il numero uno della stagione, in ambito nostrano, ma tutto ciò appartiene già a ieri. Pochi giorni di vacanza e il campione trentino si è rimesso subito le scarpe ai piedi. Eliminata daalla stagione la rassegna continentale di cross, che poteva essere un ottimo obiettivo considerando le sue caratteristiche, Crippa si è trasferito a Tenerife, per un mese di allenamenti mirati, con la testa già proiettata verso il grande appuntamento olimpico dove l’azzurro dice di puntare ai 10000 con l’ingresso fra i primi 8, ma si sa che questa è solo una base di partenza per le sue ambizioni.

Dopo i grandi risultati della stagione, l’attenzione mediatica intorno a lui è aumentata in maniera esponenziale e questo è un aspetto con il quale fatica a convivere, proprio perché la sua vita è dedicata in maniera quasi monacale alla corsa e ogni aspetto va curato al massimo, ogni distrazione è considerata ferale. In Spagna però ha colto l’occasione per fare un punto della situazione, partendo proprio dal 2020 e dal più e meno di questa particolare stagione che ci stiamo lasciando alle spalle: “Guardando quanto è successo, posso dire che essere riuscito a fare i tempi che mi ero prefissato è stato un bel traguardo raggiunto, ma non posso dimenticare che l’obiettivo vero, la rassegna a cinque cerchi, non c’è stato. Quando ho saputo la notizia la delusione è stata grande ed è stato importante essere comunque riusciti a ripartire, ritrovando le motivazioni per spostare tutto di un anno”.

I record realizzati dimostrano che è migliorata la tua base di velocità, ora come intendi lavorare e soprattutto con quali obiettivi?

Il lavoro del 2020 dovrà produrre frutti nella nuova stagione, alle Olimpiadi. Ogni stagione va vista come un momento nel cammino del progresso personale ed essere migliorato anche nel 2020, come avvenuto nelle stagioni passate, è un bel segnale. E’ chiaro che spero proprio di non fermarmi qui, neanche cronometricamente…

Quest’anno non hai potuto gareggiare sui 10000: in vista delle Olimpiadi questo ti preoccupa?

No, faceva parte del piano previsto al momento dello slittamento olimpico, sapevo di dover lavorare su altri particolari non avendo obiettivi a breve termine. Sicuramente prima delle Olimpiadi ci sarà occasione per testarmi anche sulla distanza più lunga, proprio per capire come trasbordare tutto il lavoro fatto e che cosa rimarrà ancora da fare prima della partenza per Tokyo.

All’estero ormai il dualismo Kenya-Etiopia è stato interrotto da Cheptegei: secondo te l’ugandese che cosa ha in più degli altri?

Per molti anni Etiopia e Kenya hanno comandato il mezzofondo mondiale, adesso è giusto che sia il momento di qualcun altro… non so cosa ha in più degli altri Cheptegei, però si può dire che dopo anni di sconfitte, di amarezze sia in pista che nel cross, ora ha imparato a vincere.

Proviamo ad andare un po’ più in là nel tempo: nel tuo futuro vedi un Crippa maratoneta, magari per Parigi 2024?

Potrebbe essere, ma è un progetto ancora troppo in là nel tempo. Per ora penso solo a fare bene in pista e migliorarmi il più possibile. Tokyo 2021 sarà sicuramente un punto di svolta per la mia carriera: in base alla mia prestazione decideremo cos’è meglio fare per il mio futuro.

Credito foto homepage: Giancarlo_Colombo/Fidal