Il cammino per Tokyo riparte da Valencia

Dopo le grandi emozioni vissute a ottobre, prima con la London Marathon e poi con i Mondiali di mezza maratona Gdynia, la grande atletica internazionale è tornata un po’ nei ranghi, anche lei travolta dalla seconda ondata della pandemia. Rispetto alla prima, però, l’attività non si è del tutto fermata, anzi quel che colpisce è che, mentre l’Europa si confronta con una nuova pioggia di casi che ha reso pressoché impossibile l’allestimento di grandi eventi, il cammino delle grandi maratone è ripreso, sia pur timidamente, nella stessa Cina dalla quale tutto è partito. Eventi completamente nazionali seppur inseriti nel Road Label della Worldathletics, considerando che da tempo le frontiere cinesi sono alzate per proteggersi da un’eventuale ondata di ritorno.

Il principale evento di novembre è stato sicuramente la Maratona di Istanbul, disputata con una formula diversa dal solito, riservata a un massimo di 3.000 runner. La principale prova turca si è risolta con una doppia vittoria kenyana, ma Benard Cheruiyot Sang, il vincitore maschile, è da anni residente in Turchia dove svolge la sua attività. 2h11’49” il suo tempo finale, primato personale ottenuto a 31 anni, davanti ai connazionali Felix Kimutai, vincitore nel 2018 e Edwin Cheruiyot Soi, che i più attenti ricorderanno essere stato bronzo olimpico sui 5000 nell’ormai lontano 2008. Di valore tecnico decisamente superiore la gara femminile, andata a Diana Chemtai Kipyogei (all’arrivo nella foto della homepage) in un interessante 2h22’06”, che migliora della bellezza di un secondo il suo PB, con la seconda, l’etiope Hiwot Gebrekidan, staccata di 2’24”.

Ci si attendono prestazioni sicuramente più qualificate il 6 dicembre prossimo, giorno della disputa della Maratona di Valencia, come quella di Londra riservata solamente agli atleti Elite a invito. Una formula che ha spinto molte federazioni a richiedere l’iscrizione di propri atleti per andare a caccia del minimo olimpico in una gara che, per condizioni e percorso, si è sempre rivelata molto veloce. Ecco così che, al fianco di stelle rinomate come l’etiope Bihanu Legese (PB di 2h02’48”) o la sua connazionale Birhane Dibaba (2h18’35”) ci saranno anche gli azzurri Daniele D’Onofrio e Valeria Straneo: il primo è al debutto assoluto sui 42,195 km, la seconda cerca la qualificazione per la sua terza Olimpiade consecutiva, dopo un quadriennio costellato di infortuni ma facendo leva sui positivi segnali offerti dalla partecipazione ai Mondiali di mezza maratona.

Credito foto homepage: Worldathletics