Roma riparte per un grande futuro

Il 29 marzo Roma ritroverà la “sua” maratona. E’ vero, non ci sono state vere interruzioni nel suo itinere, ma l’edizione dello scorso anno va considerata a sé stante, perché allestita in fretta e furia dalla Fidal in attesa che il bando per l’assegnazione dell’organizzazione, voluto principalmente dal Comune, concludesse il suo cammino burocratico. Alla fine la maratona di Roma è tornata ai suoi organizzatori originari, il risultato è che si sono persi due anni preziosissimi in termini di promozione e di crescita. L’iniziativa della Fidal ha permesso quantomeno di contenere il danno, ora però è tempo di guardare avanti, per una gara che resta il fiore all’occhiello organizzativo dell’atletica italiana, la primatista in fatto di partecipazione. Per questo l’organizzatore Enrico Castrucci è già proiettato verso il nuovo inizio: “Siamo partiti con la volontà di creare un evento notevolmente superiore a quello già positivo del passato. L’obiettivo è possibile grazie ai partner del raggruppamento d’impresa Infront e Corriere dello Sport-Stadio, aziende leader nei rispettivi settori che hanno messo a disposizione le loro migliori risorse per far crescere la manifestazione. Questa edizione è da considerare un primo passo, ci sarà sicuramente bisogno di un periodo di rodaggio ma l’impostazione data porterà presto risultati di grande livello sia qualitativi che quantitativi”. 

Quanto è costato lo stop dello scorso anno e quanto è stato d’altra parte importante che la gara ci sia comunque stata?
Sicuramente quella che è rimasta nella mente di tutti è una lunga fase di cambiamento, non scevra di difficoltà, ma mantenere una continuità è stato comunque molto importante. Questa discontinuità di due anni ha oggettivamente determinato in tutti una grande attesa per il futuro, una maggiore attenzione per capire se Roma può continuare a dare le garanzie che ha sempre dato fino al 2018. Sicuramente è stato un bene che ci sia stata, questo è indubbio. 

In due anni che cosa è cambiato nel mondo dell’organizzazione podistica?
Ho notato che sempre di meno il vecchio organizzatore solitario può avere una prospettiva di successo e sempre di più è invece decisiva l’entrata nel mondo del running di grandi partner mondiali, questo loro interesse e volontà sta sicuramente dando una forte smossa a tutto il movimento e questo non può che essere positivo. E’ comunque da ipotizzare un cambiamento totale nell’organizzazione delle corse su strada rispetto al passato come investimenti, risultati, impatto economico e occupazionale degli eventi. 

Quali obiettivi vi siete posti per quest’edizione?
Innanzitutto dare sicurezza a tutto il mondo maratona: questa “prima” edizione deve essere quella di base impostata su una prospettiva differente come adesione e rapporto con il mondo esterno in modo che sia sempre più finalizzata la partecipazione alla Maratona di Roma non solo dagli italiani, ma soprattutto dagli stranieri che possono farci fare davvero il salto di qualità. Il nostro record di partecipazione è di 15.000 nel 2014, non è poco… 

Nel 2019 c’è stato il sorpasso di Milano su Roma come percorso più veloce: a tuo avviso quale importanza realmente ha questo dato statistico?
Io non credo che conti molto, per una serie di situazioni complessive tra le quali il fatto che il patrimonio delle maratone contempla sicuramente il risultato dei primi arrivati, ma soprattutto la soddisfazione di chiunque partecipa. Non va dimenticato che ciò che determina il paragone cronometrico avviene attraverso tracciati diversi tra loro, non solo per il pavé che caratterizza il percorso romano, ma anche nelle scelte di tracciato dal punto di vista storico: Roma deve mettere in evidenza i suoi “gioielli” monumentali, non deve prescindere da essi. Quindi ogni elemento è valido, ma noi stiamo portando avanti una considerazione di più elementi che possono rendere appetibile la maratona, come media, comunicazione, partecipazione, un insieme che dia amplificazione di Roma come positivo contenitore di una gara importante. 

Secondo te c’è un limite massimo come numero di partecipanti che Roma è in grado di accogliere?
Con il percorso attuale, tutto al centro di Roma ci potrebbe essere un limite raggiungibile tra poco tempo, se vogliamo raggiungere i numeri delle maratone internazionali più blasonate ci vorrà un percorso diverso, separando la zona di partenza da quella di arrivo. Un’impostazione completamente differente, da studiare. 

Perché un maratoneta dovrebbe scegliere Roma?
Quale altra città ha l’appeal di Roma come Città Eterna? Credo che questo dica già tutto…

Credito foto homepage: maratona_di_roma